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Dr.ssa Benedetta Marino

Dr.ssa Benedetta Marino

Via G. Longo, 5 - 24100 BERGAMO (Bergamo)

Cel: 3287581880

Gli attacchi di panico o la difficoltà nella gestione dell'ansia, possono compromettere in uno sportivo il normale svolgimento della prestazione atletica. E' qui che entrano in gioco professionisti come la Psicoterapeuta Benedetta Marino, in grado di aiutare i pazienti a ritrovare la giusta serenità per un'adeguata concentrazione

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dott.ssa Francesca Timpano

Dott.ssa Francesca Timpano

Via XXIV Maggio, 5 - 98122 MESSINA (Messina)

Cel: 349 6658933

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dr. Paolo Russo

Dr. Paolo Russo

via Tassoni, 5 - 35125 PADOVA (Padova)

Cel: 339 5424640

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Cos'è il training autogeno?

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento di tipo psicofisico utilizzato dagli specialisti nella cura dell'ansia, dello stress e di particolari malattie fondate su disturbi di natura psicosomatica.

Il training autogeno fu creato intorno al 1930 in Germania dallo psichiatra Schultz che, dopo aver condotto accurati studi sull'ipnosi, riuscì a instituire questa nuova tecnica di rilassamento in grado di risolvere tutte le problematiche psichiche e somatiche dei soggetti in difficoltà.

Il significato intrinseco di questa tecnica e i suoi relativi obiettivi sono racchiusi tutti nel suo nome: infatti training vuol dire "allenamento" mentre la parola autogeno si compone di "autos" che significa "da sè" e genos che significa "che si genera".

Il grande vantaggio del training è che si tratta di una tecnica autogena, dunque auto-indotta da ogni paziente, al contrario dell'ipnosi che invece richiede obbligatoriamente e costantemente la presenza del medico specialista.

Il ruolo dello specialista che pratica sul soggetto in questione il training autogeno è non solo quello di insegnare la tecnica, ma anche quello di fare attenzione affinchè il soggetto apprenda tutti gli esercizi nel modo corretto, facendo emergere grazie a questo metodo i disagi inerenti al vissuto del soggetto stesso allo scopo di risolverli grazie alla loro elaborazione. E' molto importante che il paziente però pratichi costantamente e in forma autonoma tutti gli esercizi spiegati in ordine progressivo dal terapeuta nel corso delle varie sedute in maniera tale che una volta memorizzato il metodo possa poi praticarlo in autonomia.

Bisogna precisare che il training autogeno si fonda su delle specifiche "formule autogene" che manifestano il loro raggio d'azione a livello psicofisico, agendo su tre livelli fondamentali, ossia: fisiologico, ottenendo il ripristino dell'elequilibrio dei sistemi endocrino e nervoso-vegetativo che subiscono molto gli influssi negativi dei disagi di carattere emotivo; fisico, con notevoli risultati sul benessere di tutto l'organismo; psicologico, rielaborando delle situazioni spinose vissute ed imparando a reagire con minore negatività agli eventi che la vita presenta.

Il training autogeno viene utilizzato per la cura dell'ansia, degli attacchi di panico e dello stress, facendo riemergere e risolvendo piano piano il ricordo di eventi traumatici, a volte apparentemente dimenticati dal soggetto, e delle sensazioni negative ad esso correlate. Riulta essere inoltre utile nella cura di altre patologia a base somatica quali l'ipertensione, l'insonnia, l'emicrania e l'asma. Infine questa tecnica di rilassamento trova applicazione anche nell'ambito dello sport in quanto ha la capacità di migliorare la concentrazione, favorire una veloce ripresa delle energie fisiche riuscendo così ad ottenere ottime prestazioni agonistiche.

Fondamentale nella pratica del training è la respirazione che seduta dopo seduta deve diventare sempre più spontanea e naturale possibile. L'esecuzione materiale degli esercizi che compongono il training autogeno prevede l'applicazione secondo tre differenti posture del paziente, ossia: seduto in poltrona, sdraiato sul lettino oppure del cocchiere a cassetta.

Gli esercizi si dividono in due differenti categorie: quelli facenti parte del "Training Autogeno inferiore", che sono i più conosciuti, e quelli del "Training Autogeno superiore".

Inoltre all'interno della categoria del "Training Autogeno inferiore" si trovano in totale sei esercizi di base ossia: due fondamentali ("esercizio della pesantezza" ed '"esercizio del calore") e quattro complementari (esercizio del respiro, del plesso solare, del cuore e della fronte fresca) che vengono eseguiti tutti dopo l'esercizio propedeutico che costituisce l'inizio del trattamento.

Tali esercizi si eseguono quindi in maniera rigorosamente progressiva e secondo il seguente ordine:

a. L'esercizio della pesantezza, che agisce sui muscoli volontari, rilassandoli ed eliminando ogni genere di tensioni che sono la causa di dolori cervicali e quindi anche di mal di testa.

b. L'esercizio del calore, che agisce sui vasi sanguigni, instaurando a livello psichico uno stato di rilassamento e di calma e apportando a livello fisico enormi benefici quali il miglioramento della circolazione di mani e piedi, regolarizzando i livelli di pressione arteriosa, evitando le mestruazioni dolorose e diminuendo gli episodi di vampate di calore in menopausa.

c. L'esercizio del cuore che agisce apportando un miglioramento dei problemi di tachicardia e di ipertensione . Inoltre è molto efficace nel trattamento di soggetti affetti da angina pectoris, extrasistole, bradicardia sinusale o che sono potenzialmente a rischio di infarto.

d. L'esercizio del respiro che ha un'azione sulle funzioni respiratorie apportandone una regolarizzazione. Apprendere questo esercizio si rivela utile sia su problemi di natura psicologica come ansia e panico, in cui la respirazione è fondamentale, sia su disturbi fisici come l'asma.

e. L'esercizio del plesso solare che regola le funzioni degli organi addominali quali viscere e genitali. Infatti per mezzo di questo esercizio il sangue affluisce in quantità maggiore verso questi organi curando patologie quali colon irritabile, vaginismo, impotenza e gastrite. Migliora inoltre il sonno e le energie fisiche.

f. L'esercizio della fronte fresca ha un'azione di vasocostrizione nella zona del capo con conseguente distensione dei muscoli facciali e della testa. Questo esercizio cura la cefalea, la rinite, la congiuntivite e il raffreddore. Inoltre garantisce il miglioramento della memoria e della concentrazione.

Il training autogeno è quindi una tecnica di rilassamento che aiuta ad avere una grande consapevolezza ed un alto autocontrollo del proprio corpo e della propria mente, affrontando così la vita ed i problemi quotidiani in maniera più pacata e quindi con molta meno ansia e stress che poi causerebbero patologie fisiologiche.

Suggerimenti

www.psicologicampania.it
Un sito importante riguardo gli psicologi della Campania e di Napoli, in questo sito troverete un elenco di professionisti.

Che cos’è lo stress?

Lo stress può essere definito come uno stato percepito di squilibrio fra le esigenze ambientali (lavoro, famiglia…) e le risorse personali/sociali a disposizione per fronteggiarle.

Differenziamo una condizione di stress funzionale (eustress) da una disfunzionale e nociva (distress).

La prima è quella che ci permette di non dormire per due notti quando siamo sotto esame e abbiamo necessità di studiare, la seconda è una condizione di stress protratto nel tempo, cronico.

L’eustress quindi migliora la nostra performance migliorando l’attenzione e la concentrazione, se questo stesso stress però si protrae per un tempo molto lungo diventa distress, provocando uno stato di crisi.

Diversi studi dimostrano ormai chiaramente quali possano essere gli effetti dello stress cronico, probabilmente dovuti dall’aumento di alcuni ormoni fra cui il cortisolo.

L’aumento di questo steroide influisce profondamente sul metabolismo del glucosio e quindi sulla persona.

Fra questi troviamo:

Ipertensione

Diabete da steroidi

Danneggiamento del tessuto muscolare

Infertilità

Depressione del sistema immunitario

Degenerazione cerebrale (demenza)

Inoltre risposte disadattive allo stress possono portare a:

Superlavoro

Abuso di sostanze e dipendenze

Alimentazione sbagliata o compulsiva

Migliorare il proprio benessere allora diventa fondamentale in un’ottica preventiva.

Per benessere intendiamo stato percepito di un soggetto, secondo un approccio bio-psico-sociale, che prende cioè in considerazione l’aspetto biologico-psicologico e sociale di una persona.

Stare bene non vuol dire solamente non avere malattia (ottica medica) ma vuol dire percepire la propria vita di buona qualità. Fra i fattori interni alla persona che sembrano agire sul benessere troviamo la prospettiva, intesa come fiducia in un futuro migliore e nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Un altro fattore importante è l’attenzione, focalizzare l’attenzione specifici stimoli piuttosto che su altri. In particolare è stato dimostrato che per circa l’80% del nostro tempo siamo concentrati sul passato e sul futuro, dimenticando quindi di vivere il presente. Infine provare emozioni piacevoli, in modo tale da diminuire la presenza di sensazioni sgradevoli.

Alcuni suggerimenti allora per migliorare la qualità della vita potrebbero essere:

Affrontare un problema alla volta partendo dal più urgente

Dedicare del tempo ad attività per noi piacevoli e soddisfacenti

Focalizzare l’attenzione sui pensieri che riteniamo utili al nostro scopo, in modo tale da distrarci da quelli inutili e dannosi

Focalizzare l’attenzione sul qui ed ora. Molti studi hanno evidenziato come la meditazione (intesa come auto-osservazione momento per momento) sia utile per migliorare l’attività di diverse aree cerebrali, fra cui quelle deputate all’elaborazione del dolore e del piacere.

Non esiste una pozione magica per liberarsi dallo stress ma uno stile di vita caratterizzato dal prendersi cura di se ogni giorno sia dal punto di vista fisico che psicologico.

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